(Non) aprite quella pagina Facebook

Oltre al mio lavoro di ufficio stampa e social media manager di Las Vegas edizioni mi capita spesso di dare qualche dritta agli autori per organizzare la loro presenza sui social media.
La domanda che mi fanno più spesso è ‘Ma vale la pena di fare una pagina Facebook del libro o di me come autore?

La risposta è: dipende.
Su Facebook ho una lista in cui inserisco tutte le pagine autore e le pagine dedicate ai loro libri. I post di quella lista non sono mai un granché. Ci sono post che si limitano a pubblicizzare le presentazioni, recensioni, e informazioni su dove e come trovare i libri. Ci sono pagine autore che sono la copia sputata dei profili personali degli autori, con il limite che nei profili ci sono post più spontanei e, appunto, personali. Infine ci sono le pagine dei libri, che nel 99% dei casi vengono abbandonate dopo qualche mese, massimo massimo un anno.

Vi parlo di pagine di libri e autori perché è il settore che conosco meglio e più da vicino, e in cui SO che si può fare molto di più. Ma vale per molte altre attività che decidono di aprire una pagina su Facebook.

Il problema spesso è la motivazione con cui le persone aprono queste pagine.
Volersi promuovere è bello e doveroso. Sperare che la gente si accorga di te per illuminazione divina, senza fare uno sforzo per dirgli chi sei, cosa fai, cosa vendi è come andare alla festa del liceo e passare tutto il tempo appiattita contro la parete sperando che il figo della scuola ti inviti a ballare.
Devo darti una brutta, bruttissima notizia, non solo il figo della scuola non si accorgerà di te ma anche il più sfigato degli sfigati non ti considererà. E non perché siano cattivi, ma perché banalmente non sanno che esisti. Sta a te farti notare. Ma prima di fare cose a caso per farti notare devi capire cosa vuoi raccontare di te e cosa vuoi che gli altri capiscano.

Ad esempio, voglio raccontare ai miei potenziali, possibili e si spera futuri lettori, cosa scrivo e mostrare loro che lo faccio in maniera leggera, divertente, scanzonata, accessibile e che tratto di temi pop.

Oppure, sono un illustratore e voglio mostrare al mondo i miei disegni, che non sono solo disegni ma veri e proprie creature viventi, veri e propri mondi. Voglio mostrare il mio stile, la mia professionalità, ecc.

Capite che questi obiettivi vanno ben oltre il ‘Voglio aprire la pagina Facebook perché ce l’hanno tutti’. Sono anche un po’ più stimolanti, a dirla tutta.

Molte delle pagine che seguo sono state aperte senza avere un obiettivo ed è questo secondo me che fa sì che diventino una lunga lista di post spammosi e poi vengano abbandonate.
Perché dietro non c’è l’idea di cosa, come e perché quella pagina esiste.

Quindi prima di chiedervi se vale la pena di aprire una pagina di Facebook, un profilo twitter, un blog o una newsletter chiedetevi cosa avete da raccontare, e perché dovreste raccontarlo.

Poi, certo, c’è anche il come, il quando, il chi dovrebbe leggermi. Ma ognuna di queste domande merita un discorso a parte.

Però non si può partire senza avere idea di quale sia l’obiettivo della propria pagina Facebook.

 

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