L’agenda di gravidanza: un ottimo esempio di scrittura funzionale

Rimanere incinta è una bella avventura che ti insegna tante cose interessanti. No, non vi allarmate, non sto per diventare una mamma blogger. Non vi parlerò di pannolini, delle gioie di essere diventata una pancina amorosa, di come la maternità mi ha cambiato.
Vi parlerò di uno strumento che mi ha accompagnato dall’inizio di questo percorso: l’Agenda di Gravidanza. Ve ne parlo perché secondo me è un ottimo esempio di buona comunicazione.


L’agenda di gravidanza mi è stata consegnata dal mio consultorio familiare quando hanno accertato che fossi incinta. È un quaderno ad anelli in cui c’è scritto tutto ciò che devi sapere quando rimani incinta. Inoltre ci sono tutte le impegnative che servono, i numeri di telefono di uffici, consultori, ospedali, ecc.
Funziona anche da raccoglitore: è lì che metterai tutti gli esami, i documenti, le ecografie. È lì che sono segnalati tutti gli appuntamenti, i dati, ecc. Questo vi permette di avere tutto quello che vi serve sempre con voi.

Io poi al fondo ho inserito un po’ di fogli a quadretti per prendere appunti.

Immaginate di dover scrivere un testo su un momento importante come quello della gravidanza (e di quello che viene dopo) facendovi capire da tutti. Parliamo di un momento delicato non solo dal punto di vista fisico, ma anche psicologico. È un argomento su cui girano tante, ma veramente tante leggende metropolitane, chiacchiere, bufale. In cui sembra che facciano a gara per metterti ansia su qualsiasi cosa, in cui è un attimo sentirsi inadeguati perché ne sanno tutti più di te (e invece spesso non è vero).
Aggiungiamo anche che il testo deve essere comprensibile a tutti, qualsiasi sia il livello di istruzione, di alfabetizzazione e soprattutto persone di qualsiasi nazionalità, magari con una comprensione minima dell’italiano.

Complicato, vero?
Eppure l’agenda ci riesce. Alcune cose che mi hanno colpito:

  • La parte iniziale è dedicata a spiegare a cosa serve e come va usata l’agenda. È spiegato molto chiaramente quali sono le informazioni supportate da studi scientifici.
  • L’agenda risponde e sfata una serie di luoghi comuni sulla gravidanza: tipo non è vero che bisogna mangiare per due. È vero che l’allattamento al seno è meglio, così come il parto naturale al posto del cesareo. Ciò dimostra che per scriverla sono partiti proprio da ciò che chiedono e dicono le donne che stanno affrontando la gravidanza
  • Il tono è molto tranquillizzante: stai tranquilla, è tutto normale, non ti sentire inadeguata, ascolta il tuo corpo e le tue esigenze. Rivolgiti ad un medico quando hai bisogno. Ricordati che i medici sono lì per te e le cose funzionano se ti fidi di loro: è soprattutto un rapporto di collaborazione reciproca e di ascolto.
  • Impaginazione e formattazione ti aiutano a capire subito quali sono le informazioni importanti tramite colori, grassetti, asterischi, titoli, titoletti e spazi.
    C’è anche glossario dove sono spiegati i termini che possono tornare utili: sigle e nomi tecnici non sono più un segreto.
  • Il linguaggio è semplice e lineare, comprensibile per chiunque.

Potete giudicare voi stessi scaricando l’Agenda in pdf.

Tendiamo a pensare che la nostra sanità faccia schifo perché ci parlano solo di ciò che non funziona, ma per la mia esperienza i soldi investiti per la realizzazione dell’Agenda di Gravidanza sono soldi ben spesi. Come ha rimarcato la mia ostetrica lì c’è TUTTO quello che serve sapere a una coppia che sta per avere un figlio.
Certo che accanto a questo strumento servono poi persone competenti (personale sanitario ma non solo) che non vanifichi tutta l’efficacia di questo strumento.

Ma ricordiamoci che mai come oggi una comunicazione, chiara, efficace, univoca e istituzionale senza essere incomprensibile è fondamentale.

2 pensieri su “L’agenda di gravidanza: un ottimo esempio di scrittura funzionale

  1. Me la ricordo quella copertina verde 🙂
    Siamo talmente abiutati a lamentarci, noi italiani, che neanche ci rendiamo conto delle cose che funzionano (tra l’altro non è neanche una cosa recentissima visto che mia figlia ormai a sette anni), ma in fondo anche queto è story telling, no? Ci raccontiamo che tutto vada male e ci onvinciamo che sia così.

    1. Vero, aggiungo che io sono andata in un consultorio, che è pubblico e gratuito. Mi ci sono trovata benissimo. persone gentili e competenti.
      Ci sono cose che indubbiamente non funzionano nella nostra sanità. Però ci sono anche quelle che funzionano e bisogna dirlo.

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