Per fare un (buon) lavoro ci vuole passione

Per fare un buon lavoro ci vuole passione: sembra ovvio, vero? Eppure guardandomi attorno mi rendo conto che non lo è.
Certo non tutti possiamo fare il lavoro dei nostri sogni, e spesso anche quando riusciamo a farlo ci rendiamo conto che non è proprio tutto unicorni e zucchero filato come pensavamo.
Eppure la differenza tra chi fa il proprio lavoro senza passione e chi ci mette il cuore è evidente, a partire dai risultati.
Ne ho avuto la piena dimostrazione al Salone del libro quando una ragazza si è avvicinata allo stand e mi ha fatto i complimenti per come le avevo consigliato i libri.
Mi confessa che era già venuta gli altri anni al nostro stand perché le avevamo consigliato bene, mi dice anche che era appena passata a un altro stand dove un tizio (l’editore? Standista? Uno che passava di lì?) le aveva caldeggiato un libro perché perfetto per lei. Quando lei gli aveva chiesto di cosa parlava il libro il tizio in questione le aveva risposto che i libri mica li aveva letti.
“Si vede che fai questo lavoro con passione” mi dice.
Eccola lì, la parolina magica. Passione.

È la passione che ti spinge a tutta una serie di atteggiamenti, soprattutto mentali, che sono vitali per la tua attività.

Aggiornarsi.

Se sei appassionato di qualcosa ti sembra sempre di non saperne mai abbastanza. Aggiungiamo il fatto che ogni volta che leggi, ascolti, guardi un contenuto nuovo ti si aprono altre porte e ti poni altre domande.
In questo caso passione + curiosità = in spiaggia mi porto l’ultimo manuale di [inserire argomento] invece dell’ultimo bestsellerone.

Ispirarsi.

Chi davvero ama il proprio lavoro non smette mai di lavorare per davvero. Certo, magari si chiude la porta dell’ufficio dietro le spalle e ciaone per tutto il weekend, ma in un angolino della propria mente rimane sempre spazio per quel problema da risolvere, per quella soluzione da trovare.
Ed è proprio mentre si stacca e si sta facendo tutt’altro che si accende la famosa lampadina: eccola lì la soluzione, l’idea che mancava.

Prendersi cura (del cliente).

Io sono convinta che chi maltratta sistematicamente i clienti/utenti/pazienti o ne parla male non lo faccia (solo) perché si ritrova davanti gente improponibile. Semplicemente non ama quello che fa.

Non possono essere TUTTI stronzi. Non è proprio possibile. Il mondo è pieno di gente gentile e intelligente.
Se sono TUTTI stronzi magari sei tu a porti nella maniera sbagliata. Magari non dài le informazioni che servono per partire col piede giusto.
Non puoi dimenticarti che se riesci a sopravvivere con quello che fai lo devi anche al tuo cliente, che comunque ti puoi scegliere. Non ti piace? Senti che non ti rispetta? Non accettare il lavoro.
Non puoi scegliere con chi hai a che fare? Impara a comunicare, disinnesca il conflitto, porta il tuo interlocutore dove vuoi tu.

Solo la passione per quello che fai ti spinge ad essere curioso, ad aggiornarti, ad alzare l’asticella, a provare e riprovare, procedendo per tentativi ed errori.
Sono convinta che chi semina passione raccolga buoni frutti.

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