Recensioni false: non sono etiche, non sono economiche e non sono una scorciatoia

Qualche tempo fa uno scrittore mi contattò perché affiancassi l’ufficio stampa della sua casa editrice nella promozione del suo nuovo romanzo. Gli serviva qualcuno che lo aiutasse a promuoversi su internet e io che ho una certa esperienza in fatto di libri ho accettato.
Chiedo all’autore il libro, lo leggo, scrivo all’autore per discutere un po’ su come muoverci. Mi dice di mandargli tutto per email.
Dopo l’email mi telefona e mi dice che no, in realtà voleva che andassi in giro per la Rete a parlare del suo libro e a fargli recensioni, ovviamente anonime.
Ho gentilmente declinato dicendo che non era lavoro per me.

Lì per lì mi sono pure offesa: ma come? Studio come una scimmia per rimanere aggiornata su tutti i sussulti dell’algoritmo di Facebook, leggo 365 articoli al giorno + 120 manuali + 72 corsi su qualsiasi cosa che abbia a che fare con marketing, social network, comunicazione e affini. Sperimento, provo, spendo tempo ed energie per imparare e mettermi alla prova e poi mi si chiede di fare recensioni false?
Sbollita l’arrabbiatura mi sono però chiesta se l’autore in questione non avesse semplicemente realizzato che fare recensioni false non solo non era corretto ma non sarebbe servito proprio a niente. Così come non serve a niente acquistare ‘mi piace’ o follower o indirizzi email.

Forse avrei dovuto spiegarglielo indipendente poi dal fatto che volesse essere mio cliente o meno.
Lo faccio ora.

Non è facile: è molto più complicato di quello che sembra.

Andare in giro a fare recensioni false può sembrare semplice. Vai su IBS o su amazon, scrivi “Oddio oddio, questo libro mi ha cambiato la vita” e scappi.
Forse una volta avrebbe funzionato ma oggi gli utenti sono più sgamati. Se vedono una recensione anonima, e magari c’è solo quella, non si fidano. Se fai un profilo falso, gli utenti controlleranno se hai scritto altre recensioni. Se usi il tuo profilo ci mettono sei secondi a rintracciarti e a capire che la recensione è tutt’altro che onesta.

Non è veloce: ci vuole tempo e pazienza per non essere beccati.

Per fare le cose bene, ma bene bene, dovresti crearti una serie di profili falsi, con altrettante email false, cambiare IP tutte le volte. I profili dovrebbero essere un minimo credibili: quindi foto, bio, un po’ di dati giusto perché non sembri che l’hai creato ieri.
Capite che ci vuole tempo? Non sarebbe meglio spendere tempo a promuoversi bene?

Non è sicuro: il rischio di essere sgamati è altissimo.

Se per disgrazia qualcuno riesce a risalire a voi, e credetemi non è raro e non è difficile, sono cavoli amari. Perdi completamente credibilità. Tu in quel settore ci vuoi lavorare? Ecco, magari è meglio non far sentire nessuno preso in giro.

Non servono: perché una recensione funzioni deve avere autorevolezza.

Quali sono le recensioni a cui date credito? O sono di amici e quindi vi fidate perché li conoscete; oppure sono autorevoli, cioè si sono dimostrati esperti di un settore. E questa esperienza gli è stata riconosciuta anche da altre persone, autorevoli a loro volta.
Quando una recensione non è fatta da amici o da persone autorevoli siamo più diffidenti. Dei commenti non ci fidiamo per niente, e dei commenti di gente sconosciuta ci fidiamo poco. A meno che siano tanti, ma tanti tanti. (Oh, ma 100 persone che parlano bene di quel ristorante saranno mica tutte sceme e senza papille gustative!).
Quindi fare commenti e recensioni così, a casaccio, è perfettamente inutile.
Giusto un utente molto ma molto distratto potrebbe fidarsi così alla cieca e buttare via soldi e tempo dietro a un’opinione di un perfetto sconosciuto, col rischio poi che sia un’opinione interessata.

Non è corretto: il tuo pubblico deve potersi fidare di te.

Sembra scontato dirlo ma oggi le bugie si pagano carissime. Cosa pensereste del fruttivendolo che vi dice che quella zucca lì è buonissima, italiana, fresca fresca, e poi quando la aprite scoprite che è marcia? Che è un cialtrone. E se aveste la possibilità di dirlo a tutti i suoi clienti per evitare che accada di nuovo? Ecco, quella possibilità è internet.
Non si prende in giro il proprio pubblico. E una recensione falsa è esattamente quello, una presa in giro. Rispettate le persone a cui chiedete soldi e attenzione.

Pensate a come vi sentireste se aveste acquistato qualcosa solo perché avete dato retta a una recensione falsa.
Non vi sentireste truffati?

Rispondi